Ci sono le prove della presenza di Paragon Graphite, usato dai servizi segreti sui telefoni dei nostri attivisti. Consegneremo tutto alle 5 procure ( Palermo, Napoli, Bologna, Venezia e Roma ) che stanno indagando, e alla Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola.

Invieremo il report anche alla Corte Penale Internazionale: dietro questo caso c’è la situazione libica e i rapporti tra servizi segreti. Grandi gruppi privati che si occupano di petrolio e armi, e milizie che gestiscono il potere in quel Paese, potrebbero avere avuto un ruolo.

Ribadiamo la nostra denuncia pubblica delle attività di spionaggio contro attivisti per i diritti umani, oppositori politici e giornalisti. Questi sono metodi da stato di polizia, e il fatto che il governo italiano si nasconda dietro il segreto di Stato invece che rendere pubblico quello che sa, getta un’ombra sullo stato della democrazia nel nostro paese.