Questa mattina intorno alle 8 forze armate e di polizia tunisine hanno assaltato, sgomberato e distrutto uno dei campi informali negli uliveti attorno alla città di Sfax, sulla costa orientale, in cui vivono centinaia di persone migranti di origine sub-sahariana. Come documentato dalla video denuncia che diffondiamo, i militari sono arrivati, hanno saccheggiato tende e baracche per poi incendiarle.
In una vera e propria “caccia al nero” sono stati lanciati lacrimogeni, ci sono state violenze fisiche e molte tra le persone migranti sono state costrette a fuggire. Dalle testimonianze che arrivano da Sfax in queste ore risulta anche che diverse persone sono state catturate e deportate al confine con l’Algeria.
”Morire in mare o morire nel deserto?. Questa è l’alternativa che il regime di Saïed in Tunisia impone a centinaia di donne, uomini e bambini migranti. La collaborazione tra il regime tunisino, il governo italiano e la Commissione europea significa rastrellamenti e devastazioni negli accampamenti informali degli uliveti intorno alla città di Sfax, operazioni militari che spingono le persone a prendere il mare anche in condizioni di estremo pericolo o che deportano e abbandonano le persone nel deserto, senz’acqua né cibo.
Laura Marmoralepresidente Mediterranea Saving Humans